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Riforma dei Consigli delle Regioni speciali: la replica di Francesco Sanna
L'intervento del senatore democratico, relatore del provvedimento, a conclusione del dibattito parlamentare. 18 aprile 2012

Dibattito su riforma dei Consigli regionali delle regioni a Statuto speciale Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia ( intervento in replica a conclusione del dibattito parlamentare).

*SANNA, relatore ( VIDEO con Real Player).

Signor Presidente, colleghi, il dibattito di ieri ha riaffermato l'atteggiamento che normalmente un Parlamento che abbia voglia di fare le riforme dovrebbe avere: certamente rappresentare la riforma ideale, anche quella alla fine mai realizzata, e scegliere invece la strada della riforma possibile, quella che stiamo cercando di far intravedere con i testi che proponiamo e, io spero, con il voto che da qui a poco daremo.

Nel merito, abbiamo riaffermato in questo lavoro sugli Statuti delle Regioni speciali Sardegna, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, la natura pattizia degli Statuti. Abbiamo garantito e favorito il dialogo con i Consigli regionali; abbiamo realizzato anche un di più rispetto a quanto gli Statuti prevedono, cioè abbiamo consentito e favorito l'intervento dei Consigli regionali nei lavori della Commissione affari costituzionali; abbiamo fatto un ragionamento sulle competenze legislative, su parametri demografici, sulle dinamiche storiche e culturali, sulla composizione linguistica delle Regioni a Statuto speciale; abbiamo considerato l'insularità, la vastità dei territori (infatti, altro è parlare di una grande Regione spopolata, altro è parlare di una Regione che ha la metà della superficie e il doppio della popolazione).

E certamente, nella determinazione del numero dei consiglieri regionali delle "speciali", entra una valutazione di tutti questi parametri che vanno visti rispettando, valutando e considerando da parte del Parlamento - che ha l'ultima parola su questo tema - la specificità di ciascuna di queste Regioni.

Si tratta di una riduzione di numeri e di una modifica di alcuni istituti nel funzionamento delle leggi elettorali soprattutto per la Sardegna: la parità di genere, la possibilità di superare il principio del voto uguale, garantendo la rappresentanza delle zone spopolate, istituto nuovo e analogo a quello che garantisce, sempre con una norma costituzionale, le minoranze linguistiche. La nuova composizione delle Assemblee legislative creerà innovazione nel lavoro istituzionale, imporrà riforme nelle Regioni.

Non sarà più possibile fare il consigliere regionale, con questi numeri ridotti, e magari sviluppare un'intensa attività professionale o continuare la propria a fianco di quella istituzionale. Sarà un lavoro di rappresentanza "dedicato", come io credo l'opinione pubblica vuole. Varranno, quindi, le ragioni delle incompatibilità, delle ineleggibilità, dei conflitti di interesse. Dovranno modificarsi compito e numeri delle Commissioni consiliari, dovrà essere ridistribuito il lavoro tra gli esecutivi e il legislativo.

Credo che stiamo innescando la miccia di riforme significative nei sistemi regionali. E stiamo dicendo - spero che le medesime Regioni lo facciano capire anche in questo contesto di difficoltà della politica con l'opinione pubblica - che la riforma inizia dalle Regioni a Statuto speciale - le quali non a torto sono state in passato e nel presente contestate per una esorbitanza di imitazione degli istituti del Parlamento nazionale, qualche volta senza ragione e soprattutto senza la ragione di rispetto, di tutela e valorizzazione del significato politico dell'istituzione parlamentare.

È per questo che auspichiamo il voto favorevole su tutti e tre i provvedimenti, tenendo conto che tutte le ragioni critiche che sono state dette sono ragioni che trovano un accoglimento nella dialettica parlamentare. Si poteva fare probabilmente qualcosa di più e di più approfondito sugli istituti parlamentari delle Assemblee, ma credo che sia utile e giusta la scelta di lasciare ad una fase di riformismo attivo delle Regioni il prosieguo del lavoro.

Ringrazio tutti per la partecipazione al dibattito ( Applausi dal Gruppo PD).

Roma, mercoledì 18 aprile 2012.