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TAGLIO AGLI ENTI LOCALI IN SARDEGNA: UN SUSSULTO D'AUTONOMIA
L'editoriale di Francesco Sanna, Sardegna24 (14 agosto 2011)

UN SUSSULTO D'AUTONOMIA
L'editoriale di Francesco Sanna, Sardegna24 (14 agosto 2011)

" Norma fondamentale di riforma economico-sociale". Questa formula non compare nel testo del decreto diffuso ieri dalla stampa. E ciò farebbe ritenere che gli enti locali sardi siano esclusi dalla norma sulla sopressione di province e comuni. Bisognerà però attendere la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale.Non sarebbe il primo caso di discrepanza tra le indiscrezioni e il testo definitivo ma, ammettendo che la questione ci riguardi, che cosa accadrebbe?

Intanto si dovrebbe disporre con legge regionale la soppressione delle province con meno di 300.000 abitanti o inferiori per superficie ai 3000chilometri quadrati. Attualmente solo Cagliari e Sassari hanno più di 300.000 abitanti. E sono anche più estese di 3000 km2, assieme a Nuoro, Gallura e Oristano. sarebbero dunque cinque le province superstiti.

A parte le questioni connesse alla validità del decreto, possiamo dire che, se venisse colta da un sussulto autonomistico e riformatore, la Sardegna potrebbe autonomamente ridurre il numero delle province, sia riorganizzare le funzioni amministrative di area vasta, cioè quelle non comunali e non regionali. E coraggiosamente introdurre, nel sud dell'Isola, la rivoluzione amministrativa che sarebbe la creazione della area\città  metropolitana di Cagliari, con i poteri coordinati insieme di comune e provincia.

La soppressione di alcune province si porterebbe appressp un'implicita modifica delle circoscrizioni elettorali per l'elezione del Consiglio regionale. Immagino tuttavia che Gallura, Sulcis Iglesiente, ogliastra, Medio Campidano, non vogliano rinunciare ad una specifica rappresentanza territoriale nella assemblea legislativa.

E rimanendo fermo l'attuale sistema elettorale proporzionale con preferenza, vi sarebbero inoltre ragioni di igiene politica ( leggi: costi molto alti delle campagne elettorali) per evitare mega circoscrizioni.

Si aprirebbe allora la strada della riforma della legge elettorale sarda, tema da dieci anni nella disponibilità del Consiglio regionale, che non ha mai avuto la volontà,  la convenienza o la sufficiente coesione politica per affrontarlo con serietà

Francesco Sanna 

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