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Il piano per il sud? Copiato dalle proposte PD ma i soldi non ci sono
Francesco Boccia critica la politica degli annunci del Governo, 27 novembre 2010 ( in allegato il file col testo base del provvedimento).

Il programma di Fitto su banda larga, Tav Napoli Bari, i porti, la Salerno-Reggio Calabria, Catania-Palermo e finalmente il ripristino del credito d'imposta ripercorre esattamente la Risoluzione del Pd al Dpef 2009 respinta da Tremonti in Parlamento. Dopo due anni e mezzo il governo torna sui propri passi. E potremmo dire che cambiare idea è segno di intelligenza, ma in questo caso servono certezze: i soldi.
 
Riprogrammare le risorse non spese? Corretto, ma d'accordo con le Regioni. E allora -prosegue Boccia- vorremmo sentire anche Tremonti sulle risorse sottratte. Rimettano i soldi sottratti e li concentrino con quelli non spesi sui principali obiettivi, altrimenti siamo alla propaganda.
 
La buona fede di Fitto entra in conflitto con la mala fede di chi fino ad oggi ha governato l'economia nel paese e al Mezzogiorno. Ad oggi, dopo due anni e mezzo si ricomincia. Sul terreno c'è solo una banca del sud in cui non crede nessuno.
 
Il piano nei contenuti è credibile, ma sulle risorse siamo al punto di partenza. A questo punto diamo almeno una garanzia al paese per oggi e per domani. Istituiamo un'autorità' indipendente sugli investimenti pubblici al sud.
 
Come si fa nei paesi emergenti e diamo a un'autorità terza il potere di controllare, verificare e certificare la quantità degli investimenti al sud che nonostante le leggi, non vengono mai rispettati. Il rapporto 85% al sud e 15% al nord dei Fas di fatto non e' mai stato rispettato.

27 novembre 2010

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documenti
Il testo del Piano per il sud formato: .pdf 283 KB preleva »
Il testo base del provvedimento per la discussione in Consiglio dei ministri del 25 novembre 2010


 
Francesco Masala, lunedì 29 novembre 2010
Dare a un'autorità terza il potere di controllare, verificare e certificare la quantità degli investimenti al sud è fondamentale per il regolare utilizzo degli stessi e per incrementare una volta per tutte lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, che da troppo tempo ormai non lavora a pieno regime.