La lettera del sindaco di Ottana a Maroni: piegati dal sottosviluppo e dalla violenza mentre lo Stato è assente
La denuncia di Gian Paolo Marras al ministro dell'Interno che non è andato nel nuorese ad incontrare gli amministratori

Onorevole Ministro,
le scrivo come cittadino costretto a dismettere il mandato conferitogli democraticamente nelle elezioni di maggio a seguito di gravi attentati alla incolumità della mia famiglia. Gli accadimenti e lo stato d'animo di sconforto non mi consentono di poterla incontrare personalmente.
Le tematiche della pubblica sicurezza e del fenomeno criminoso contro gli amministratori locali sono oramai una piaga delle zone interne della Sardegna. Dove la diffusa illegalità, le arretrate condizioni economiche e infrastrutturali sono state la ragione di fondo del processo di industrializzazione del centro Sardegna, lo sviluppo della socialità e di un modello civile reso possibile dalla presenza forte dello Stato, nonché dalle interrelazioni dei soggetti economici e istituzionali. Si è trattato di una fase fiorente per il Nuorese, segnata dal miglioramento delle condizioni socio-economiche nel senso più ampio.
Oggi, di converso, si assiste alla riproposizione delle stesse tematiche con un rinnovato allarme sociale e senso d'impotenza delle istituzioni locali a fronteggiare adeguatamente le problematiche che gli si prospettano. Sono certo che conosce bene la situazione ma non posso esimermi dall'evidenziare, a titolo esemplificativo, alcuni indici del disagio che stiamo attraversando: La mia comunità consta di una popolazione di 2.470 abitanti di cui il 17 per cento riceve prestazioni assistenziali dall'ufficio sociale, sette persone su dieci vivono con il sussidio ( ammortizzatori sociali o trattamenti di pensione ) dell'Inps, l'emigrazione giovanile è una emorragia inarrestabile, le diseconomie per le carenze infrastrutturali indirizzano i soggetti produttivi verso altri lidi, gli organi periferici dello Stato segnano la ritirata in nome della razionalizzazione e del contenimento dei costi.
Il disagio giovanile, dell'imprenditoria e della collettività nel senso più generale, si esprime in questo contesto nelle forme più disparate, tanto civilmente quanto con gli attentati ai beni comunali o degli amministratori: nel mio caso, gli spari contro la mia abitazione hanno ferito di striscio mia moglie Maria Grazia e fortunatamente solo sfiorato i miei due bimbi, Rachele e Giaime, che dormivano nelle loro culle.
Ritengo, se mi è consentito, richiamare l'attenzione sulla necessità di adottare misure straordinarie per debellare il fenomeno anzidetto che, nel tempo, si è specializzato e registra una recrudescenza assai pericolosa per l'assetto delle istituzioni locali: l'impunità di tali gesti, la ferocia man mano crescente, il dovere di tutelare la incolumità dei propri cari inducono sempre più a rinunciare ad occuparsi dell'amministrazione locale. Nel caso che mi riguarda, l'attentatore potrebbe veder realizzato anche il sovvertimento dell'ordine statuito democraticamente, portando alla sconfitta chi, disinteressatamente, amministra credendo nei valori di democrazia e libertà.
In questo triste contesto, misure da adottarsi ritengo debbano essere di carattere legislativo e di investimento per la realizzazione di opere - materiali e immateriali - affinché siano garantite condizioni di vita dignitose in queste terre che tanto hanno dato nella storia dell'Isola. Con l'auspicio di essere stato di utilità a fornirle un più chiaro quadro della situazione, le rivolgo un appello come ultimo atto del mio mandato, con spirito di servizio per la mia comunità e per le zone interne del nuorese, affinché possano avere possibilità di serio sviluppo e di rinascita sociale. Cordialmente, la saluto,
GIAN PAOLO MARRAS
Sindaco di Ottana