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Quanto difficile rinunciare al doppio incarico
Di Paola Zanca, da Il fatto Quotidiano, 4 giugno 2010

La Giunta per le elezioni della Camera: incompatibili Carfagna e Mussolini. Per Cota si attende l'esito del ricorso

Forse Roberto Cota ha davvero paura che la sua elezione a presidente della regione Piemonte non sia valida. Altrimenti non si spiega perché lui – e il suo vice, Roberto Rosso – mandino giù con serenità la decisione della Giunta delle Elezioni della Camera: ha rinviato il giudizio sull'incompatibilità delle loro cariche – sono consiglieri regionali e al tempo stesso deputati – perchè aspetta la decisione del Tar sul ricorso presentato dalla sconfitta Mercedes Bresso, che ha chiesto di ricontare le schede. In pratica, dice la maggioranza in Giunta (Pd, Udc e Api hanno votato contro) è inutile che stabiliamo se Cota è incompatibile con la carica di governatore, perché magari i magistrati decidono che governatore non lo è.

Lui non batte ciglio, si limita ad annunciare che, nell'attesa, chiederà “alla Ragioneria regionale di non ricevere lo stipendio”. Non si pone il problema che inevitabilmente, tra Roma e Torino, qualcosa sacrifica. Lui che quando la Bresso annunciava ricorso diceva: “Ha perso un'occasione per stare zitta”; ora non si indigna che qualcuno metta in dubbio la validità della sua elezione, che qualcuno senta il bisogno di un “supplemento di istruttoria”. Anzi, spiegano dalla Giunta, “a sollevare il caso sono stati i diretti interessati”. D'altronde lo stesso Pino Pisicchio, deputato Api, membro della Giunta e presidente del Comitato per le Incompatibilità, già sa che “questo rinvio non potrà cambiare la natura delle cose: l’incompatibilità dei deputati con la carica di consigliere o assessore regionale non potrà che essere acclarata. Francamente – prosegue Pisicchio – non comprendo cosa potrebbe o dovrebbe fare il comitato di diverso rispetto a quel che ha già fatto fino ad oggi. In verità – conclude – sono sempre più convinto della posizione che il grande giurista Costantino Mortati sostenne in Assemblea costituente: non possono essere le maggioranze parlamentari a giudicare dei casi, politicamente sensibili, dei propri membri. Ci vuole la Corte costituzionale”.

Il rinvio, insomma, serve solo a prendere tempo, anche se il presidente della Giunta, il deputato Pd Maurizio Migliavacca ha chiesto al Comitato di “procedere in tempi brevi, entro il prossimo 18 giugno”. Quel giorno si deciderà non solo su Cota ma anche su Roberto Rosso, Gianluca Buonanno, Edoardo Rixi e Sandro Biasotti, deputati eletti consiglieri in Piemonte e in Liguria, dove è stato presentato un altro ricorso.

Nessun rinvio, invece, per il ministro Mara Carfagna e l'onorevole Alessandra Mussolini. In Campania nessuno mette in dubbio la vittoria del centrodestra, loro sono state elette consigliere regionali e adesso devono decidere che fare. Non subito, però. Hanno un altro mese per farlo. Il ministro Carfagna fa sapere tramite il suo portavoce che presenterà già oggi le dimissioni da consigliere, ma non chiarisce quali siano “i motivi tecnici” che da aprile a oggi le hanno impedito di farlo. La Mussolini è attanagliata dal dubbio: “Che faccio? Se mi dimetto subito non prendo l'indennità e non posso darla alle case famiglia a cui la sto devolvendo. Le maestre mi dicono che proprio adesso che arriva l'estate i bambini ne hanno più bisogno, se mi dimetto subito, non ce l'avranno”.

“C'è anche un grado di moralità diversa – commenta il Pd Francesco Sanna, che si occupa di questi temi al Senato – Stai violando la Costituzione italiana e stai impedendo a un consigliere regionale di fare il consigliere regionale. Il divieto costituzionale non nasce per caso: serve a rendere più operativa, più efficiente e capace l'attività del Parlamento o del consiglio regionale. Ogni giorno passato da incompatibili è un giorno passato usurpando una funzione”.

Da il Fatto Quotidiano del 4 giugno 2010

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