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Il Governo abbandona il progetto carbone Sulcis- centrale
Di Giuseppe Centore, La Nuova Sardegna 23.2.2010 ( Sotto sono allegati i documenti della UE)

IGLESIAS. Addio al progetto integrato centrale+miniera di carbone nel Sulcis. Ciò che sino a poche settimane fa era oggetto di discussione nel mondo politico e sindacale, adesso fa parte della lunga lista dei desideri riposti nel cassetto dei sogni. Il governo infatti ha comunicato ufficialmente all’Unione Europea che il progetto è stato ritirato, e l’Unione, da parte sua, proprio per questo motivo ha fatto decadere la procedura di infrazione che era stata aperta contro l’Italia per la realizzazione della centrale elettrica del Sulcis.

Quel progetto, adesso, vale quanto la carta su cui è stato scritto. La decisione dell’Unione Europea è del 2 dicembre del 2009, ma è stata resa pubblica solo pochi giorni fa. In quel documento è espressamente indicata la volontà del governo di ritirare il provvedimento, facendo decadere la pratica a Bruxelles. Il progetto miniera+centrale è nato con la legge 80 del 2005 (la stessa che concedeva tariffe agevolate ad Alcoa, ndr), e aveva due obiettivi: garantire alle industrie energivore di Portovesme (Eurallumina, Portoveslme srl e Alcoa) una fornitura di energia a prezzi ridotti e contemporaneamente assicurare lo sfruttamento della miniera.

Lo strumento per realizzare il duplice scopo era una sovvenzione alla costruzione della centrale e al suo funzionamento con l’acquisto di energia (per trent’anni), da parte del gestore del mercato elettrico, a un prezzo superiore a quello di mercato. L’impresa che avrebbe realizzato la centrale doveva inoltre garantire l’acquisto di almeno la metà del fabbisogno di materia prima dal carbone della vicina miniera, per cui avrebbe avuto una concessione all’estrazione gratuita.

La Commissione ha contestato in toto la procedura della gara e della concessione e ha avviato un fitto carteggio con il governo. Sin da subito la Commissione ha chiesto il ritiro del progetto, ma l’Italia ha tergiversato: sino a settembre del 2008 ha difeso il progetto, inviando dettagliate osservazioni a Bruxelles, poi il 22 dello stesso mese ha cambiato strategia. «Il progetto è sospeso, di fatto, ed è intenzione del governo - è questo il senso della missiva inviata alla Commissione - presentare un nuovo progetto per la cattura e lo stoccaggio del carbonio». Tutto chiarito? Non proprio.

Se qualcuno volesse la prova della considerazione che i governi italiani hanno a Bruxelles, almeno sulle questioni energetiche, stia attento alle date: il 6 febbraio dello scorso anno la Commissione aveva infatti chiesto una conferma formale della volontà di sospendere il progetto; il 1 luglio la stessa Commissione, poiché si stava discutendo della legge 99, (quella sull’energia che conteneva il Vpp e faceva riferimento alla cattura e allo staccaggio della CO2) aveva accettato di sospendere l’indagine formale (la cui condanna era sicura) sino al 30 settembre, invitando sempre formalmente l’Italia a ritirare il progetto. L’Italia compie il passo richiesto dalla Commissione proprio l’ultimo giorno utile, assicurando che un progetto alternativo non sarebbe stato eseguito senza preventiva autorizzazione comunitaria.

Adesso il progetto integrato centrale+miniera è nel dimenticatoio. Non ci sono né i soldi né i presupposti giuridici per realizzarlo. La scelta del governo è quella di andare avanti con la cattura della anidride carbonica, ma si tratta di una tecnologia in fase sperimentale, ben lontana da una sua applicazione sul campo. A Carbosulcis rimane solo il contratto con Enel per l’estrazione di 300mila tonnellate all’anno di carbone da destinare, miscelate, alla vicina centrale. Il contratto è stato rinnovato e scadrà nel 2015. Con quella quantità la miniera non può in alcun modo andare in pareggio. Governo e Regione hanno pronta un alternativa?

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documenti
Notifica della Commissione Europea al Governo italiano su avvio procedura d'infrazione formato: .pdf 78 KB preleva »
La Lettera della Commissione al Ministro Frattini sull'avvio della procedura di infrazione, del 26 luglio 2008
Il documento della Commissione sull'iter della procedura d'infrazione per la centrale elettrica formato: .pdf 146 KB preleva »

Sulla base di una denuncia, la Commissione veniva a conoscenza dell'intenzione delle autorità italiane di concedere aiuti di Stato per sovvenzionare la produzione di elettricità tramite lo sfruttamento di giacimenti di carbone in Sardegna, sulla base dell'articolo 11, comma 14, della legge n. 80 del 2005 recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.

Decisione Commissione UE sulla centrale elettrica formato: .pdf 21 KB preleva »
DECISIONE DELLA COMMISSIONE, del 02.12.2009, RELATIVA ALL'AIUTO DI STATO, C 36/2008 (ex NN 33/2008) [cui l’Italia intendeva dare attuazione a favore del progetto della centrale elettrica del Sulcis]