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G8, l'errore peggio di un delitto
Il Giornale di Sardegna, 22 febbraio 2010, di Francesco Sanna

L'informazione sull' affaire G8 a La Maddalena rivela, al di là dei risvolti giudiziari, che grandi poteri per la
gestione di eventi, impropriamente assimilati ad emergenze, senza adeguati controlli, affidati solo alla capacità e alla supposta onestà di “uomini del fare”, comportano il rischio di dissipazione di soldi pubblici, di corruzione e annullare la concorrenza tra imprese.

Ma in questo caso non abbiamo atteso le inchieste per capire che molte cose non andavano per il verso giusto.

Ho potuto osservare la distorsione del sistema, combatterla e denunciarla insieme ad altri senatori. Ma nessuno poteva fermarla tanto era forte il mandato politico che lo ha sostenuto, chi se n'è servito e se ne serve.

Novembre 2008. Sembrava un innocuo decreto legge sui lavori pubblici, ma celava un articolo sul G8 a La Maddalena,che stravolgeva gli accordi con la Regione e caricava sulle sue finanze oltre 100 milioni di euro in più del pattuito.

Scompariva inoltre l'anticipazione dei fondi perla Sassari-olbia. Gli emendamenti PD che la ripristina vengono respinti, ma il Governo assicura che il CIPE li avrebbe erogati. Dopo quasi un anno e mezzo ancora non sono arrivati.

Aprile 2009. Decreto legge sull'Abruzzo. Il Governo decide di spostare il G8. Berlusconi dice: troppo alti gli oneri per la sicurezza del vertice,220 milioni di euro in più, meglio non sprecare.  Ma i risparmi, tutti sulla carta, avrebbero visto i soldi della Regione Sarda finire allo Stato. Federalismo fiscale alla rovescia.

 Proponemmo che i risparmi sui fondi regionali tornassero alla Sardegna, ed i risparmi su quelli statali andassero a Roma. Idea respinta da maggioranza e Governo.

Ci sono stati davvero risparmi? Nessuno lo saprà mai. I senatori PD proposero che il Governo esponesse i costi sostenuti a La Maddalena preventivasse le spese per lo spostamento a L'Aquila e poi consuntivasse il tutto, sicurezza compresa,entro ottobre 2009.  Ma gli uomini del fare non possono perdere tempo con “ludi cartacei”, ed anche questa proposta fu respinta.

Per evitare il rischio incompiute, cercammo di far dire alla legge che il G8 Ambiente venisse mantenuto a La Maddalena, per utilizzare nel 2009 le nuove strutture, e “lanciare” con un evento l'investimento (320 milioni) sull'isola. Respinta anche questa proposta.

Il G8 italiano avrebbe visto vertici a Roma, a L'Aquila, in Puglia, nel Veneto del leghista Zaia, a siracusa luogo natale del ministro Prestigiacomo. Ma a La Maddalena niente.

Molto peggio di un delitto, un grande errore.

* Senatore PD

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