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Alcoa: fallimento del Governo, cassa integrazione per gli operai sardi.
La cronaca di Radio Press con la non stop dal tavolo delle trattative al Ministero dello Sviluppo

Non c’è l'accordo tra il Governo e l'Alcoa. Nella sede del Ministero per lo Sviluppo è avvenuta la rottura, dopo una trattativa fiume andata avanti per tutta la notte. Il nodo su cui non si è trovata l'intesa è il prezzo dell’energia: con gli interventi del Governo è sceso sensibilmente, fino a 35 euro a megawattora, ma è ancora troppo alto per la multinazionale, che chiedeva un abbassamento fino a 30 euro.

Da lunedì prossimo i lavoratori dello stabilimento di Portovesme verranno collocati in cassa integrazione, raggelati dalle ultime notizie, dopo che alle prime ore di oggi si era invece parlato di accordo raggiunto.

La notizia è stata data in anteprima, stamane verso le 10, da radio Press, l'emittente cagliaritana che ha seguito con una non stop la trattativa romana.

Sono arrivate, intanto, le prime dichiarazioni dalla politica sarda. Il presidente Cappellacci e l'assessore La spisa in una conferenza stampa hanno difeso l'operato di governo e Regione riversando su Alcoa le responsabilità dell'accaduto«... riteniamo che quanto avvenuto sia molto grave perchè testimonia che al tavolo qualcuno non è stato trasparente. Non assisteremo passivamente a tentativi, palesi o striscianti, di disimpegno dell’azienda. Nessuno può pensare di chiudere un’esperienza produttiva e lavorativa, che nelle stagioni delle "vacche grasse" ha generato cospicui utili, con un semplice tratto di penna, basato su grafici o analisi finanziarie. Un momento di difficoltà economica o debolezza di mercato non può diventare una fuga dalle responsabilità.

 La Regione - ha concluso il Governatore - vigilerà a tutela dei lavoratori, dei loro sacrosanti diritti e di quelli del territorio e dell’intera Sardegna, nonchè dei doveri sociali (a cominciare da quelli di ripristino ambientale) in carico a tutte le aziende». 

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