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PD: Superare le divisioni e lanciare un messaggio positivo ai sardi
Francesco Sanna lancia un appello alla responsabilit? di tutti per far ripartire l'iniziativa politica del PD

Credo sia arrivato il momento di chiudere con urgenza lo scontro interno al Partito Democratico della Sardegna, che ci ha negativamente esposto all'opinione pubblica sarda e nazionale. Ho percepito nella nostra base (o meglio nei molti che avendo partecipato alle primarie del 14 ottobre 2007 avrebbero voluto anche iscriversi e partecipare alla vita del PD, cosa sino ad ora impossibile in Sardegna) un fastidio enorme per tutto ciò che alimentava la discussione formale e senza senso che ci ha intossicato dopo le dimissioni di Antonello Cabras, sino all'iniziativa giudiziaria che personalmente ritengo sbagliata ed infausta nell'unico effetto che oggi ha conseguito: quello di presentarci come peggio di ciò che siamo.

Ogni dichiarazione, presa di posizione, veste pubblicamente stracciata di molti anche autorevoli esponenti di questa nostra sbrindellata esperienza (specie di quelli in evidente mala fede, o di quelli in pelosa e sottile distizione rispetto ai "compagni che sbagliano" ad andare dal giudice), hanno aggiunto disillusione e distacco tra i cittadini disponibili (ancora ?) a votarci nelle prossime elezioni regionali ed europee. Serve uno scatto di volontà e razionalità, che spero possa avvenire nelle due riunioni (Direzione ed Assemblea) di questa settimana.

Il governo interno del Partito, con le dimissioni del segretario direttamente eletto e nell'impossibilità di andare a breve a nuove elezioni dirette perchè non abbiamo fatto quello che lo Statuto prevede si faccia per andare ad un nuovo congresso, sarà centrato soprattutto sulla responsabilità politica rafforzata di questi organi. Ciascuno dei componenti l'Assemblea e la Direzione deve ricordare l'enorme responsabilità che porta, e se ne deve sentire personalmente gravato, senza attendersi che altri elabori o faccia per lei o per lui.

Sono passati cinque mesi dalle elezioni poolitiche, e da allora il PD in Sardegna non dice nulla (tranne l'azione dei suoi rappresentanti nelle istituzioni a tutti i livelli) che non sia parlare, male di se stesso, solo di noi e solo tra noi, con l'interesse di organi di informazione non amici ad esaltare ogni divisione ed ogni polemica.

Proviamo a rilanciare un messaggio in positivo alla società sarda ?

Invito chi vuole a scrivere sul sito, tra i commenti a questo intervento, una, due o tre cose che il PD, con i suoi organi legittimi e politicamente i più forti possibili, dica e si impegni a fare, in questo scorcio di legislatura regionale, per la sua costruzione e per la Sardegna. Possibilmente non analisi di un generico malessere, ma soluzioni possibili su cui creare il massimo della convergenza possibile. Non una banale petizione di principio sul valore dell'unità interna, ma le cose ed i valori attorno a cui l'unità si stringe,  una necessaria traccia programmatica per l'iniziativa politica dei prossimi mesi.

 Francesco Sanna

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Fernando Nonnis, mercoledý 10 settembre 2008
La strada c'era e c'?: un programma politico robusto ed innovativo che mantiene intatto il suo valore. Un Governatore votato con un consenso ben pi? ampio di quello dei partiti della coalizione.Purtroppo l'uscita dal tunnel passa per un'improbabile e scarsamente diffusa assunzione di responsabilit? dei gruppi dirigenti. Il veleno e la vergogna che ho respirato e visto alle primarie PD del 2007 ha prodotto questo risultato: qui non c'? Obama e la Clinton che sanno chiudere la loro battaglia per la nomination unendo le energie. Si respira un'aria da tanto peggio...
Serve uno scatto d'orgoglio, una spinta politica ma anche emotiva che dia un segnale positivo al popolo del PD, che esiste ed assiste attonito al disgregarsi di un progetto per cui tanti hanno lavorato con entusiasmo in tempi in cui il PD appariva un'utopia.
Una parte del ceto politico attuale continua a ragionare con schemi sorpassati, in cui prevalgono vecchie logiche di appartenenza a gruppi interni ai partiti storici, confliggendo con chi ha voltato pagina. Il conflitto attuale cos? doloroso deve rappresentare un momento di chiarezza definitiva, per cui coraggio tagliamo ci? che non si pu? unire, ci? che ostacola la nascita di un partito democratico vivo, presente ed identificabile con calore dalla gente. Il Papa ha detto chiaramente che ai cattolici serve un nuovo ceto politico! Siamo sicuri che questo rinnovamento riguardi solo i cattolici? Ci? che non serve ? la stasi attuale.
Antonella CASULA, mercoledý 10 settembre 2008
FRANCESCO, ALCUNI GIORNI FA, HA TRADOTTO PER NOI DA DENVER QUELLO CHE BARACK OBAMA HA DETTO NEL DISCORSO FINALE DELLA CONVENTION AMERICANA, E MI PIACE RIPORTARE UNO STRALCIO DEL SUO INTERVENTO, CHE CREDO DEBBA FARCI RIFLETTERE:

?Sono tempi duri, la posta in gioco ? troppo alta perch? si continui a demonizzare l?avversario. Le sfide che dobbiamo affrontare comportano scelte difficili e sia i democratici che i repubblicani debbono abbandonare le vecchie, logore idee e la politica del passato. Non possiamo camminare da soli. In questa campagna elettorale dobbiamo prendere nuovamente l?impegno di guardare al futuro. Manteniamo quella promessa, la promessa americana??

SOSTITUIAMO DEMOCRATICI E REPUBBLICANI CON SORIANI E CABRASIANI, O MEGLIO ADERENTI AL P.D.SARDO E ALLA PROMESSA AMERICANA QUELLA SARDA, COME SUONA? COME CE LO SENTIAMO ADOSSO? POTREBBE CALZARCI?
IO CREDO CHE CON L'IMPEGNO, L'UMILTA', SENZA LOTTE INTESTINE CHE NON PORTANO A NULLA, CON LA VOGLIA DI CREARE QUALCOSA CHE SIA UTILE PER NOI E CHE RESTI ALLE GENERAZIONI FUTURE POSSIAMO DIRE TUTI INSIEME YES WE CAN!!!!

Antonella C.
Guido Carta, mercoledý 10 settembre 2008
Finalmente senatore si leva qualche voce saggia nel deserto che rischia di diventare il pd in sardegna. ma insomma lo volete capire che i nostri avversari sono fuori dal partito e che i nemici della sardegna godono a vedere il pd in queste condizioni? lei dice facciamo delle proposte su che cosa costruire l'unit? per lasciarci alle spalle le liti dell'era cabras, benissimo! regole certe nel partito perch? il PD fra un anno candidi una nuova generazione per il futuro della politica sarda! mi sembra che, poi, si debba ripartire dal programma di riforma della sardegna su cui sardegna insieme aveva vinto le elezioni. da l? si ricominci: da una sardegna certa nelle risorse finanziarie che le spettano, capace di gestirle oculatamente, che non va a roma a pietire inutili piani di rinascita, che sa amministrare il suo territorio difendendo l'ambiente e respingendo l'attacco barbaresco degli speculatori edilizi, che investe sulle intelligenze dei sardi migliorando le scuole e le universit?. insomma dite parole chiare che le cose che avete fatto insieme non sono frutto della testardaggine di soru, ma sono patrimonio di tutti noi. di buono il presidente ci mette la sua passione e la sua visione del futuro. per questo merita che tutto il partito lo sostenga nella ricandidatura: la sardegna e il pd ne hanno bisogno.
Giulio Lampis, giovedý 11 settembre 2008
Cari amici democratici,
Unit? ? una bella parola ma perch? non sia vuota deve accompagnarsi a Verit? e Solidariet?. Ben venga quindi anche questo spazio di discussione che Francesco ci mette a disposizione per approfondire su quali contenuti riprendiamo a tessere il filo della costruzione del nostro partito.

Verit?! Nessuno pretenda di averla in tasca. Errori ne abbiamo fatto tutti: spero in buona fede. Se accettiamo questo forse possiamo riparlare di solidariet? e sentirci di nuovo tutti insieme a casa nel nostro partito e non separati all?interno.

Cosa vorrei che Francesca Barracciu dicesse e facesse nel suo ruolo di segretaria?
Prima di tutto che da oggi si sentisse non parte ma agisse da segretaria di tutti, in particolare di quelli che dicono di non volerla. Vorrei che nei fatti dimostrasse capacit? di ascolto, di condivisione, di comprensione in particolare di quanti la criticano. Vorrei che gettasse il cuore oltre l?ostacolo e che la passione, che ci fa muovere in politica, prendesse il posto del raziocinio, che va bene in altri momenti ma in questi frangenti serve quel di pi? di forza e di coraggio che ci liberi tutti.

Da subito mi piacerebbe ascoltare la proposta di una segreteria e di un esecutivo non del segretario ma del partito. Della volont? di far funzionare da subito gli organismi locali e provinciali, rimettendosi all?assemblea per stabilire come, entro il 10 dicembre con primarie o in altro modo, si eleggeranno quelli stabili nelle province e nei comuni.
Allo stesso modo vorrei che sollecitasse relatore, presidente e commissione statuto perch? entro il mese di ottobre fosse proposta all?assemblea la bozza finale del nuovo statuto del PD sardo.

Vorrei che chiedesse il pronunciamento ufficiale dell?assemblea a favore della ricandidatura di Renato Soru per guidare la COALIZIONE di centrosinistra, che fermasse le voci e le volont? di modifica della Giunta senza che prima il partito, i partiti e il presidente ne abbiano insieme valutato l?opportunit?.

Vorrei che annunciasse da subito, in primis con Soru e i consiglieri regionali, la preparazione di una serie di incontri programmatici di ascolto, nei settemila posti in cui pulsa il cuore della Sardegna e dei sardi che non si rassegnano a tornare ad essere colonia e canile di Arcore, per preparare l?agenda programmatica 2009-2014 che non disperda il grande lavoro di rilancio dell?Isola avviato in questi quattro anni.
Gavino Ricci, mercoledý 10 settembre 2008
Caro Francesco, devo dire che trovo più che coraggioso il tuo invito, di questi tempi dove si scoprono tanti denti avvelenati e non solo all'interno del PD.<br /> Devo inoltre aggiungere che è difficile lavorare per l'unità quando questa unità non è palpabile, dici che è stato un danno questo agitarsi nel pd sardo, è vero, non ha niente di positivo forse, ma è senz'altro meno negativo che presentarsi alla gente parlando di un partito aperto, coeso e rinnovato mentre sotto sotto accade quel che accade, questo la gento lo capisce, ciò che non comprende, perchè nessuno saprebbe spiegarglielo, è cosa si aspetti a stringersi intorno al Presidente Soru e alla sua politica, a darne notizia anche da questo sito, se ci devono essere fratture che ci siano, tanto non si erano mai sanate e mai lo si sarebbero, ma che non si perdano nè la strada nè il carico, fatto di grandi conquiste e di forte innovazione che pochi riescono a vedere dietro l'oscurantismo dei padroni dei media. La verità è che, pur frequentando uno dei circoli, se non il circolo più eterogeneo di Sardegna, non so ancora con chi e a chi dovrei sentirmi coeso ed unito, decidiamo quindi se ci sta bene utilizzare i fatti di questa legislatura e i progetti (migliorabili, come no!), o affidarci alla speranza e provvidenza in un cammino elettorale tutto in salita? A menzur bidere
Anna Melis, venerdý 12 settembre 2008
Il PD sardo sta dando un'immagine indecente del nuovo partito, forse peggio dell'inattivit? e confusione del PD nazionale. Io credo che l'errore pi? grosso a livello nazionale sia quello di voler tenere uniti i cattolici che vogliono esprimere la posizione della chiesa e i laici che guardano verso altre direzioni. Io sono cattolica praticante ma tendo verso una cultura socialdemocratica e ritengo che sui temi etici si scelga da che parte stare. Matrimonio tra omosessuali? S? o no. Aborto? s? o no? Eutanasia? S? o no. e cos? via.
Non si possono esprimere troppe posizioni.
La cattolicissima Binetti ? fuori posto, crea disorientamento tra gli elettori del PD.
Per quanto riguarda la Sardegna, io ho votato Soru ed ho creduto nella sua proposta riformista. Purtroppo ? un uomo che non conosce le regole della politica, non sa mediare ma soltanto scontrarsi anche se per validi motivi. Si ? creato troppo nemici anche tra gli amici oltre che nell'opposizione, addirittura anche nella penisola oltre che nell'isola. Molte sue proposte sono state bocciate perch? palesemente incostituzionali, il taglio dei corsi professionali, pur se giusti, sono stati fatti con l'accetta anzich? con il bisturi. Perderemo le elezioni.
La mia proposta ? che occorre lavorare per una zona franca che aiuti le industrie sarde e attiri quelle straniere, ridurre i costi dei trasporti, trasformare il turismo da rapina in un turismo produttivo che lasci le risorse qui in Sardegna, tassando tutte le seconde case per i servizi che vengono offerti, combattendo l'evasione fiscale per gli affitti estivi esentasse, aiutando lo sviluppo delle zone interne e l'attivit? connessa con la pastorizia e l'artigianato. Ma soprattutto aiutare i giovani laureati sardi a farsi le ossa in attivit? manageriali, a fianco di coloro che qui in Sardegna gestiscono grandi alberghi o strutture turistiche compless, perch? un domani anche i posti di comando tornino nelle mani dei sardi.per questo occorre una classe politica laboriosa che metyta al primo posto il bene comune. Ma forse st? sognando a occhi aperti. Saluti
eli caredda, giovedý 11 settembre 2008
Io vorrei... quante cose vorrei se penso che si sarebbero potute avverare con un p? pi? di buon senso e per "un passo" non sono andate a buon fine. Mi accontenterei pertanto se prendeste in considerazione di integrare maggiormente i giovani nella vita del Partito e non soltanto negli incontri "di ascolto", ma anche in quelli propositivi e decisionali! E' necessario tenere a mente che anche un giovane oggi pu? avere esperienze da trasmettere: impartitegli dalla vita o nel proprio campo professionale; questo pu? porlo in grado di affrontare tematiche per il bene comune e rappresentare cos? problematiche sociali o di singoli cittadini ?comuni? che meritano attenzione, come avviene per le singole persone quando ci accorgiamo essere di una certa importanza.
Vorrei far notare inoltre che se ? vero che per far politica non si pu? escludere la moralit?, ma anche la cultura e la competenza, un giovane pu? ritrovarsi ad avere un alto livello di preparazione nel campo dell'istruzione rispetto a diverse persone impegnate in importanti cariche politiche. Il giovane, pertanto, se sa adoperarsi con l'umilt? dei propri limiti ma con la consapevolezza dei suoi mezzi e della sua passione, questo per lui ? un motivo di forza in pi?, per cui l'adulto politico deve capacitarsi a relazionarsi anche con queste diverse esperienze pur di et? molto pi? giovani. Non racchiudete, quindi, la categoria "giovani" nell?archivio dei "rompiscatole di turno". Grazie.
Giampiero Maccioni, venerdý 12 settembre 2008
Carissimo Francesco,
nella quiete mattutina delle mie levate mattutine delle ore sei, ho potuto leeggere, sentire e riflettere sui preziosi contributi nel tuo lavoro nella politica italiana e nella grande esperienza americana, vissuta con intensit? partecipando alla grade assise del partito democratico degli states.
Mi sono rittrovato giovane democristiano di altri tempi...con la nuova frontiera dei KennedY ed il concilio Vaticano II di Papa Giovanni e di Paolo VI...mi sono commosso e ho sperato, ho ancora sognato un mondo migliore, un'Italia democratica e solidale. una Sardegna e i sardi presenti e partecipi della rinascita del suo popolo...e infine un Partito Democratico unito sui valori, sui progetti, sui programmi ..sulla POLITICA per la difesa della democrazia autentica per la garanzia dei pi? deboli, dei poveri e senza voce.
Ma il confronto con la triste realt? del nostro partito ha continuato a crearmi amarezza e tante altre cose...
Dire che sono amareggiato e tradito dai miei rappresentanti politici ? poca cosa rispetto al male che tutto ci? procura nella carne viva dei malati e dei senza voce.
Ma le conseguenze pi? gravi sono quelle di indurre i cittadini della Sardegna a non credere nelle istituzioni democratiche e per quanto ci riguarda nel nostro partito che era di Sturzo, di De Gasperi, di Moro ....
MA QUELLO CHE CHIEDO E' DI POTER ESSERE PARTE ATTIVA NELLA COSTRUZIONE DEI PROGRAMMI DEL VOLONTARIATO SANITARIO IN SARDEGNA ED IN ITALIA PER NON DIMENTICARE IL MONITO DEL MIO E NOSTRO MAESTRO ALDO MORO
"questo paese non si salver?, la stagione dei diritti e delle libert? si riveler? efimera,se in Italia non nascer? un nuovo senso del dovere"

Vorrei essere messo nelle condizioni di esercitare anche oggi un sevizio in adempimento al dovere civico anche all'interno del mio partito.Fino ad oggi questo mi ? stato negato. Si pu? fare qualcosa non tanto per la mia richiesta ma per quella di tanti soprattutto giovani che sono impediti di entrare nei luoghi della gestione della politica.
SI PUO'FARE????
Giampiero Maccioni


Francesco Sanna, giovedý 11 settembre 2008
Nelle elezioni 2008 il Partito Democratico sardo ha a disposizione - tra sardi ed eletti in Sardegna - dodici parlamentari. Oggi lavoriamo volonterosamente, ma con un coordinamento potremo fare molto di pi?, sia in termini di contenuti, sia in termini di comunicazione. Per non parlare poi del raccordo con le iniziative del Gruppo Consiliare PD in Regione o della Giunta Regionale che abbiano bisogno di raccordo con iniziative legislative o parlamentari nazionali. Penso ad emergenze di oggi, come il progetto di federalismo fiscale, o anche la questione del nuovo Statuto di autonomia.
Il luogo giusto dove prevedere il Coordinamento dei parlamentari PD della Sardegna ? lo Statuto del PD, ma la Direzione o l'Assemblea dovrebbe anticipare subito questa scelta. Il Coordinatore dell'organismo - eletto dai Parlamentari Nazionali - dovrebbe partecipare alla segreteria ristretta del Partito in Sardegna.
Gavino Ricci, venerdý 12 settembre 2008
Scusate se intervengo nuovamente, ma le parole dell'amica Anna mi suonano un tantino "stonate", dimentica forse la nostra amica che le decisioni ed i vari passaggi delle varie leggi regionali sin'ora faticosamente approvate sono passaggi avvenuti in Giunta e Consiglio e non provengono esclusivamente dalla "fervida mente" e volont? di Renato Soru, a scrivere quelle leggi c'erano tutti gli addetti ai lavori. Vorrei inoltre ricordare a tutti, non solo ad Anna, che le antipatie e i "non dialoghi" non sono del tutto attribuibili al nostro Presidente e che i tempi in cui i dialoghi politici rasentavano ed oltrepassavano l'inciucio politico a danno della comunit? devono finire, a quale incostituzionalit? ci riferiamo, a quella della "tassa sulle PLUSVALENZE" chiamata "tassa sul lusso" o a quella di chi evade le tasse molto pi? incostituzionalmente? E' costituzionale l'uso della politica della destra? Coesa e BLINDATA la maggioranza secondo Berlusconi, niente dialogo con le opposizioni mentre l'Alitalia va a fondo con l'ennesimo supporto da 300 milioni dei contribuenti, bene, questi sono i dialoghi che non mi piacciono, e ben venga un Presidente come Soru che non perde tempo e denari nostri per imbandirli, ma parla chiaro e schiettamente a chi lo vuol sentire, se poi vogliamo dare retta ad una informazione a senso unico e farci prendere anche noi dai facili giudizi senza approfondire compiti e doveri di un amministratore allora basta dirlo, ma io continuo a pensarla come gli indiani d'America, non giudico nessuno se prima non ho percorso almeno 50 miglia con i suoi mocassini. La Formazione Professionale non ha lasciato vittime sul campo, ma andava riformata sopratutto visti i costi tripli rispetto alle altre regioni e viste le mani, sempre le stesse e sempre pi? affamate e sempre meno professionali, che la gestivano. Eppure esistono settori, dallo stagionale al terziario, dove la precariet? e la mobilit? sono molto pi? accentuate e creano reddito e profitto, peccato che a quel tipo di precariato nessuno pensi a parte questo, per alcuni, "antipatico e irascibile" Presidente, che a parer mio ha resistito anche troppo prima di decidere o di perdere la pazienza in mezzo a quel marasma di politicanti che, guarda caso, nessuno imputa o tira in ballo, o forse ? meglio cosi, ? meglio continuare a veder dialogare Cabras e Artizzu nei CDA dei consorzi industriali e tenere fannulloni impiegati a spese nostre, bel dialogare, e quanto dialogano, il tempo ed il denaro non gli mancano di sicuro!
A menzur bidere
Davide Carta, lunedý 15 settembre 2008
Cari Democratici
provo a dare anche un mio piccolo contributo al dibattito sul partito e su alcune azioni da mettere in campo per radicare da subito il Partito in Sardegna.
In primo luogo credo sia urgente riflettere sulla costruzione di un partito nuovo davvero. E? necessario il superamento dei partiti cos? come li abbiamo conosciuti negli ultimi 20 anni: partiti identificati con i parlamentari e su scala regionale con i consiglieri regionali, partiti degli iscritti ma non pi? militanti, partiti nei quali ? totalmente assente la formazione di classe dirigente ed il dibattito programmatico.
Il PD sar? un partito nuovo se sar? capace oltre alla selezione e direi formazione di una classe dirigente, anche di costruire un progetto politico che deve essere costantemente portato alla verifica ed al confronto con gli elettori. Fondamentalmente il PD dovrebbe provare a sviluppare il metodo del government by discussion. Il fine del partito non potr? essere quello della riunione dei fedeli del Partito Chiesa che stanno insieme per recitare riti stanchi e confermarsi nell?appartenenza al partito e peggio ancora alle correnti. Il PD dovr? invece costruire canali di partecipazione al governo, cio? alla costruzione della decisione politica discussa, condivisa e legittimata.
Sulla base di questi ragionamenti credo sia necessario al pi? presto:
? avviare la costituzione di una Scuola di formazione politica di quadri dirigenti e di giovani che inizi le proprie attivit? nel mese di ottobre;
? aprire un dibattito sulla natura del partito: il personalismo sociale, il nuovo spirito autonomista e lo sviluppo sostenibile;
? aprire un dibattito sull?organizzazione che favorisca il government by discussion e non la costituzione di centri di potere (mi piacerebbe che nel nuovo partito vengano messi da parte tutti quelli che hanno ruoli dirigenti, ma non promuovono azione di dibattito, di studio e di ragionamento);
? costituire un think tank un pensatoio del partito da articolare in gruppi di lavoro per elaborare il programma per le regionali del 2009 per promuovere un dibattito costante durante l?azione di governo;
? avviare le modalit? di consultazione e partecipazione sul programma su tutto il territorio regionale.
Per concludere credo che solo ripartendo dai contenuti il PD potr? provare a legittimarsi come partito nuovo. Sul contenuto del dibattito credo che tre siano i temi fondamentali:
? come costruire una rete innovativa di promozione che favorisca la mobilit? sociale;
? come realizzare un nuovo sviluppo economico per permettere alla Sardegna di stare nelle sfide mondiali;
? come concretizzare una nuova idea di autonomismo, a partire dalle suggestioni lanciate da Renato Soru in occasione della prima Direzione Regionale a giugno ad Ala Birdi (abbiamo capacit? progettuale, abbiamo capacit? di gestire le nostre risorse economiche e naturali, abbiamo capacit? di organizzare le nostre istituzioni, abbiamo la capacit? di ridefinire un rapporto nuovo con lo Stato e con l'Unione Europea?)
Ed ora insieme a Francesca Barracciu rimbocchiamoci le maniche

Cristina Lavinio, mercoledý 17 settembre 2008
I tormentoni di Tramatza, soliti noti e notabili
primato di assenti, presenti nei documenti
il partito di quelli che vogliono solo perdere

Fa bene Marco Pitzalis (altravoce.net) a ironizzare sui Cavalieri di Tramatza. Come si fa a non condividerne il fastidio e le preoccupazioni, per un tormentone sulla leadership del PD che si trascina da molto, troppo tempo, in una melina molto sospetta. Che abbia ragione chi insinua che non si vuole pensare seriamente alle elezioni regionali della prossima primavera? O meglio, che ci si prepara a perderle pur di perdere per strada anche un candidato presidente -Renato Soru- che si ? rivelato troppo scomodo, con le sue pretese di tutelare il paesaggio, le coste e i siti archeologici, di realizzare il piano sanitario regionale, di recuperare i molti crediti dello Stato, di fare sloggiare gli americani da La Maddalena, di investire a sostegno della cultura, della scuola e degli studenti, dell'Universit? e della sua internazionalizzazione, di preoccuparsi della celerit? dei collegamenti ferroviari tra Cagliari e Sassari, e cos? via e cos? via?).

Ma, a chi a queste assemblee regionali non ha mai assistito direttamente, sfugge qualche particolare non da poco. Il pi? importante? Nelle assemblee regionali dei delegati PD eletti con le primarie di ormai un anno fa, in realt? i delegati non ci sono mai tutti. La cosa sarebbe fisiologica, come per qualunque assemblea, ma diventa patologico che, nonostante non siano presenti, molti pretendano di parlare e far sentire il proprio peso comunque.
Lo fanno per interposta persona, firmando preventivamente documenti che poi saranno esibiti e illustrati da chi - altro paradosso - dell'assemblea regionale non fa nemmeno parte. Pur avendovi diritto di parola (ma non di voto), in qualit? di consigliere regionale o di parlamentare. Diritto di parola tanto pi? ?autorevole? se poi esercitato addirittura da presidenti del Consiglio regionale o provinciale. Come Giacomo Spissu o Graziano Milia?

Ed ? stato proprio Giacomo Spissu, nell'assemblea regionale di sabato scorso, a presentare un generico appello all'unit? firmato preventivamente da 79 delegati, certamente non tutti presenti. Un appello cui avrebbe potuto aderire chiunque, tanto che anche Renato Soru ha detto di volerlo sottoscrivere, nel suo pacato intervento, preoccupato del tempo che passa inesorabilmente senza che il maggiore partito del centrosinistra attuale esca dallo stallo in cui si ? cacciato con le infinite polemiche sulla segreteria, nella transizione Cabras - Barracciu.
Solo che - colpo di scena - questo appello dei 79 si ? trasformato improvvisamente in una mozione di sfiducia verso Francesca Barracciu... Del resto - parola di Siro Marrocu - ci sarebbe da recuperare comunque il ?vulnus? delle modalit? con cui ? avvenuta la sua elezione. Niente di personale, dunque, e tutti a rassicurare Francesca, tutti a dirle che in fondo condividevano il suo discorso programmatico ecc. ecc. Ma quel ?vulnus?, quanto pesante!, tanto da non dare tregua all' ?inquietitudine? (sic! parola ossessivamente ripetuta da Siro Marrocu) degli onesti antibarracciu, alcuni tanto onesti da invocare il giudizio della magistratura sulla faccenda.

Altro che Commissione di garanzia di un partito che ancora non c'?, e non solo nell'autonoma e regia Sardegna, parola di Graziano Milia?

A proposito, chiss? perch?, pi? e meglio che non dei (pochi) interventi dei delegati regionali facenti parte a pieno titolo dell'assemblea, le cronache sono piene solo dei resoconti degli interventi dei soliti noti e notabili di sempre... E chiss? perch? a nessuno venga in mente che chi non riconosce l'autorit? degli organismi interni del partito, a partire dalla Commissione di garanzia, sarebbe automaticamente da espellere dal partito stesso. Forse solo perch? la cosa non sarebbe facile, dato che non si pu? essere espulsi da un partito che non ha ancora iscritti, almeno da queste parti? sarebbe un po' sempliciotta come giustificazione. Comunque. E invece, mozione di sfiducia per Francesca Barracciu, da votare (si vedr?) alla prossima puntata assembleare.

Al di l? del non riconoscimento di autorit? e autorevolezza alle decisioni degli organismi nazionali, la cosa pi? drammatica ? lo svuotamento dall'interno di qualunque funzione e funzionalit? dell'unico organismo, l'assemblea regionale, che il PD in Sardegna abbia veramente. Ed ? uno svuotamento antidemocratico avallato da molti dei suoi stessi membri, se ? vero che tempo fa molti avevano firmato in bianco per la presentazione di una candidatura alternativa (poi mai presentata) a quella di Soru a candidato alla presidenza della Regione; e se ? vero che hanno firmato un documento trasformato ora, disinvoltamente e in assenza di molti dei firmatari, in mozione di sfiducia.

Chi blatera sulla debolezza dell'attuale segretaria, che non avrebbe il sostegno della maggioranza dell'assemblea, dimentica che - tra i presenti in assemblea - Francesca Barracciu ha sempre avuto la maggioranza. E dimentica che, in democrazia, ? il voto dei presenti a contare, non certo quello di chi lo d? in contumacia, affidandolo all'uso disinvolto di pochi capibastone di fiducia.

Che vergogna, anche per molti delegati! possibile che non si abbia rispetto neanche per se stessi, facendosi usare in questo modo? possibile che non si abbia nessuna fiducia nel fatto che, nelle assemblee, ? il dibattito e il confronto tra posizioni diverse, esibite e argomentate con onest? e sincerit?, a poter far maturare molti passi avanti? Solo che, ripeto, bisogna esserci, e seguire con santa pazienza lo svolgimento della discussione. E ascoltare, ascoltare, ascoltare. Per poi dire la propria con pertinenza e cognizione di causa. E non per delega e per esprimere posizioni pregiudizialmente costituite, che vanificano in partenza l'utilit? di qualunque dibattito.

Non sono poi cos? ingenua dal non capire che non ? pi? solo questione di assemblea regionale del PD: tutti ormai sanno che, in politica, e forse non solo in politica, le decisioni si prendono sempre altrove, in altri tavoli, pi? o meno ristretti, pi? o meno fatti di accordi e scambi, legittimi o meno, sicuramente non trasparenti n? palesabili... Ma allora, pi? in generale, ci dobbiamo veramente rassegnare a questo svuotamento di qualunque consesso istituzionalmente deputato allo svolgimento di un dibattito democratico, se le decisioni sono sempre prese prima e altrove? o non dovrebbe essere massimo l'allarme di chi ha veramente a cuore la democrazia?
francesco porcu, giovedý 18 settembre 2008
E' notizia di poche ore f? che il PM ha rigettato il ricorso di Lai.....

Se,come ? prevedibile,il giudice dir? che in un Partito (che secondo la definizione del dizionario ? ?una libera associazione di privati cittadini che condivide una politica comune?)rivolgersi alla magistratura per una elezione non ? cosa che pu? essere ammessa,
se oltre il buon senso e quello della misura,largamente oltrepassato da questi nostri ?amici?,
Se ancora non vorranno riconoscersi nella nostra ?libera associazione?,
farebbero bene a non venire a Tramatza perch? nessuno li costringe.
Se,invece come tutti speriamo ,essi troveranno un barlume di buon senso e vorranno riconoscersi liberamente nel Partito Democratico,sar? meglio per tutti.
Ma sopratutto per loro.
francesco

eli caredda, lunedý 22 settembre 2008
Dall'intervista di Paolo Fadda, oggi, emerge tutta la testardaggine in quest'uomo, per il fatto che ha sempre avuto la sua idea di "contro" e non vuole cambiarla. Mai un ripensamento... un p? di elasticit? chiedono le nuove generazioni! Non giudico, ogni persona ha il suo carattere. per alcune altre, ironicamente, potrebbe essere l'et? che avanza...
Oltre a lui, tante altre persone continuano tuttavia a sostenere la decisione di un passo indietro da parte della Barracciu con l'evento di nuove primarie, o la divisione del Partito.
Mi fa pi? paura questo modo di approppiarsi di un potere che v? oltre il proprio ruolo, pronti a scavalcare tutti e tutto senza alcun rispetto per le regole che ha il PD. Temo che se oggi la Barracciu accettasse di fare un passo indietro, cosa saranno capaci di pretendere in seguito? Il potere che si acquisisce nelle cariche politiche, non dev'essere strumentalizzato a riflettere i propri interessi.. come mi pare stiano facendo trasparire i dirigenti oppositori all'elelezione della neo-segretaria. Se posso vorrei suggerire, se la situazione dovesse ancora mantenere questo stato degenerativo nel Partito, di non contrariare la possibilit? di coloro che vogliono staccarsi dal Partito, rispettiamo le loro dimissioni (per una volta tanto dimostrebbero coerenza con la loro posizione). I numeri di delegati, nel qual caso, mancanti per ricompattare l'assemblea potrebbero ben essere sostenuti ed affidati a persone che hanno le idee pi? chiare sulla politica vera del partito del PD, che hanno spirito, capacit? e voglia d'iniziare un percorso concreto di vita "nel" Partito! Francesca Barracciu oggi per la terza volta e stata proclamata legittimamente ed ufficialmente "Segretaria del PD Sardo". E' fonte di rinnovamento, ha dimostrato coerenza e determinazione in questa vicenda che possiamo renderci conto tutti, non ? stata per nulla piacevole e ha fatto perdere soltanto del tempo. E' la mia segretaria e la vostra. Nessuno ? obbligato ad aderire ad un Partito di cui non condivide le regole e le persone. Noi per? Francesca, e vorrei rivolgermi anche al Presidente Deriu, dobbiamo andare avanti senza indugi ora, non ? pi? il tempo dei ripensamenti. Non penso tra l'altro che le persone che e se decideranno oggi di dimettersi dal PD troveranno pi? serenit? dopo, non credo che unendosi eventualmente ad altri partiti potranno comandare come hanno potuto far fin ora... stavolta non gli ? andata bene e non penso che in questo modo potranno farsi gran strada. In politica mi hanno insegnato che la correttezza, l'onest? e l'umilt? alla lunga vincono, cos? come nella vita. Se qualche traguardo, nelle mie mie piccole vicissitudini, l'ho raggiunto ? grazie proprio a questi insegnamenti.
Barracciu Francesca, mercoledý 24 settembre 2008
Carissimidemocratici,
in questo momento cos? difficile per tutti noi e per il nostro partito, sento la necessit? di scrivervi direttamente, fuori dal clima esasperato delle ultime assemblee, per riflettere sulle pi? profonde ragioni che ci hanno motivato a dare vita a questo nostro partito e per condividere, ancora una volta, motivazioni e propositi che hanno determinato le mie decisioni e condotto il mio agire.

La voglia di cambiamento, di radicamento nella societ?, di democrazia, di capire e di rappresentare, di rinnovata passione politica, di futuro sono le ragioni che ci hanno motivato nel cammino verso il partito nuovo. Ragioni legate alla speranza di un futuro migliore soprattutto per le giovani generazioni.
Il 14 di ottobre siamo stati mossi da queste e da altre nobili ragioni ma per responsabilit? di tutti, siamo riusciti a far poco. Per una serie di motivi politici, tutti legittimi, siamo entrati in una fase di stallo e blocco delle decisioni dalla quale era urgente uscire. Una fase di stallo che rischiava di immobilizzare il processo di costruzione e radicamento del partito, indebolire la nostra azione di governo a tutti i livelli ed allontanare la prospettiva per il centro sinistra di vincere le prossime elezioni regionali con Renato Soru presidente.

E? di fronte a questa situazione che ho deciso di candidarmi alla guida del PD col solo intento di aiutare il partito ad uscire da una situazione difficile e costruire, con l?aiuto di tutti, una prospettiva. Ho sentito e sento il dovere e la responsabilit? di mettermi a disposizione del partito con lo stesso spirito di servizio e tensione morale con cui da anni vivo il mio impegno politico ed amministrativo.

A disposizione ?per? e non ?contro?, senza condizioni di privilegio precostituite per qualcuno o per pochi, senza etichette da ?ex?. Nella libert? dalle correnti e dai vecchi partiti i cui valori continueranno a vivere nel nostro agire politico ma con occhi e orecchi rinnovati.

Pur nella certezza della legittimit? della mia elezione confermata anche dal giudice ordinario), non ho mai negato il punto politico e da subito ho offerto la massima disponibilit? a lavorare per costruire le modalit? di una gestione unitaria del partito. Convinta come sono, anche se eletta da una parte, di avere il preciso dovere di rappresentare tutti, anche i pi? accesi oppositori. Il dovere cio? di essere la segretaria di tutti.

Tale intendimento ? immutato, sono e sar? fortemente impegnata nel riproporre la volont? di dialogare sulle modalit? di superamento dei problemi che consenta di rendere partecipi, nella gestione del partito, tutte le sue forze, e di rimuovere dal campo ogni atto procedurale che segni l?ennesima e dannosa divisione o, cos? come accadrebbe col voto di sfiducia previsto per sabato 20, che porti all?autoscioglimento dell?Assemblea col conseguente commissariamento del partito.
Sono certa che la volont? comune sia quella di costruire un partito democratico forte, coeso, radicato nel territorio e che sia giunto il momento di lavorare per questo concretamente e senza ulteriori indugi e divisioni, confido nel Vostro decisivo sostegno per aprire l?auspicato confronto che conduca alla condivisione del programma politico e ad una gestione unitaria del partito in tutte le sue articolazioni.
Con viva cordialit?

Francesca Barracciu
(la lettera ? stata inviata ai costituenti regionali del PD)