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Francesca Barracciu ? la legittima segretaria del PD sardo.
La Commissione di Garanzia Nazionale ha dichiarato valida la votazione dell'assemblea regionale

L'elezione di Francesca Barracciu a segretaria regionale del Partito Democratico della Sardegna è legittima. Lo ha deciso la Commissione nazionale di garanzia del partito, riunita nella sede romana del PD, sotto la presidenza di Luigi Berlinguer. Nel dispositivo, che è stato inviato alla segreteria regionale del Pd, viene considerata sufficiente la maggioranza semplice registrata il 29 luglio a Tramatza. I Garanti del Pd, nell'invitare i dirigenti sardi a ritrovare le ragioni dell'unità del partito, hanno evidenziato che è l'assemblea regionale il luogo deputato a stabilire la linea politica e la guida del partito in Sardegna (leggi l'intervista di Altravoce a Luigi Berlinguer).

Francesca Barracciu, che si appresta a convocare il coordinamento regionale del PD, si è dichiarata pronta  a riprendere il filo del dialogo con quanti contestavano la sua elezione, a lavorare per l'unità del partito quale prima condizione per costruire una coalizione di centrosinistra coesa, guidata da Renato Soru, capace di battere la destra alle elezioni regionali del 2009.

I ricorrenti, per bocca di Tonio Lai - vicesindaco di Quartu - firmatario del ricorso al tribunale di Cagliari, hanno dichiarato che il ricorso non sarà ritirato, paventando il rischio di ulteriori lacerazioni nel partito.

Il presidente dell'assemblea regionale, Roberto Deriu, nella decisione dei garanti nazionali riscontra la correttezza e l'imparzialità nella conduzione dei lavori del 28 e 29 luglio a Tramatza.

Barracciu segretaria: «Elezione valida» Roma legittima il voto di Tramatza ma nel Pd sardo lo scontro resta aperto (di Marco Murgia, Altravoce.net))

Francesca Barracciu è la segretaria in carica del Pd sardo. Senza se e senza ma, a leggere il dispositivo della commissione nazionale di garanzia del partito presieduta dall'ex ministro Luigi Berlinguer. Il documento dell'organismo di piazza Santa Anastasia non lascia spazio a dubbi: certifica la validità dell'assemblea di Tramatza del 28 e 29 luglio e il fatto che «possa considerarsi valida l'elezione del segretario Francesca Barracciu, avvenuta con 64 voti a favore su 72 votanti». Fine delle discussioni legate ai tecnicismi. Le polemiche, quelle no. Se la diretta interessata conferma la via già imboccata («Presenterò un documento programmatico e politico, poi l'assemblea sarà sovrana»), i suoi contestatori non cambiano idea. Parlano di «decisione tutta politica», praticamente dettata dalla segreteria nazionale, e con Siro Marroccu affondano il colpo: «Lei non è mai stata eletta quindi non è la segretaria del partito in Sardegna».

Sono le stesse parole già espresse in mille altre occasioni. La differenza tra due giorni fa e oggi, però, è sostanziale: data da un dispositivo ufficiale lungo quasi quattro pagine, prodotto in otto ore di discussione e con sopra parole pesanti come macigni. Analizza tutti i documenti del partito isolano a partire dal 14 luglio, data delle dimissioni di Antonello Cabras, e sino al ricorso presentato al tribunale di Cagliari da Tonio Lai il primo agosto e la memoria di risposta della Barracciu depositata nella stessa sede otto giorni fa. In pratica, Berlinguer e gli altri cinque componenti della commissione di garanzia leggono la vita recente del Pd isolano: lo fanno alla luce dello statuto nazionale, «essendo ancora in corso la procedura di approvazione degli statuti regionali».

Era la stessa strada scelta, previa consultazione con Roma, dal presidente Roberto Deriu in quei caldissimi giorni alla fine di luglio. Non si lascia sfuggire l'occasione di ricordarlo, Deriu: «La decisione della commissione di garanzia conferma la linea di assoluta imparzialità tenuta durante l'assemblea del 28 e 29 luglio scorso: mi sono affidato completamente alle norme contenute nel regolamento e ho seguito tutte le indicazioni che l'assemblea ha dato con proprie votazioni». La commissione di garanzia analizza in sostanza due passaggi: va a fondo sullo svolgimento dei lavori dell'assemblea nel giorno della elezione e sui motivi della contestazione esplicitati dalle due lettere inviate alla segreteria nazionale nei giorni immediatamente successivi, con primo firmatario Antonello Cabras.

Primo punto. I commissari riportano come secondo i verbali - ma erano presenti anche due osservatori arrivati da Roma - «in data 28 luglio, l'assemblea ha dapprima provveduto ad autorizzare il presidente a costituire il seggio elettorale, conferendogli altresì i poteri necessari per lo svolgimento delle operazioni di voto». Poi, il giorno seguente («È necessario», scrivono, «sottolineare che la lettera di convocazione dell'assemblea aveva fin dall'inizio previsto che la riunione si sarebbe svolta nelle due giornate del 28 e 29 luglio»), al termine delle operazioni «risultavano aver partecipato alla votazione 72 componenti l'assemblea: 64 voti venivano assegnati a Francesca Barracciu, 4 a Giuseppe Pirisi, 3 schede bianche e 1 nulla. Il presidente proclamava quindi eletta Francesca Barracciu segretario regionale». Con una precisazione sostanziale: «Con specifico riferimento all'assemblea del 28 e 29 luglio, si deve rilevare, da un lato, la constata presenza di 124 su 155 componenti l'Assemblea, ricavabile dalle firme di presenza raccolte all'inizio della seduta medesima. E, dall'altro, che le contestazioni», erano di Pirisi, «relative alla presenza di un numero insufficiente di delegati sono avvenute dopo lo svolgimento delle votazioni, quindi tardivamente rispetto al momento delle votazioni medesime».

Con tanti saluti al disegno di far saltare le operazioni di voto per la mancanza di un eventuale quorum. È il secondo punto: «Occorre ricordare che in ogni caso in cui non vi sia una espressa previsione della necessità della presenza di un certo numero di componenti l'organo, quale condizione per la validità della seduta, non può essere invocato un particolare quorum costitutivo. Ciò è tanto più vero per quanto attiene agli organi collegiali dei partiti politici, in considerazione della particolare natura e funzione costituzionale che li caratterizzano: basti al riguardo pensare alla prassi costante per quanto attiene alle assemblee forse più importanti per la vita di un partito, quali sono le assemblee congressuali, nelle quali non viene verificato alcun quorum costitutivo delle assemblee medesime, ma solamente la maggioranza prescritta all'atto delle votazioni. Pertanto non appaiono condivisibili le argomentazioni tendenti a richiedere un quorum costitutivo per la validità delle sedute fondando tale argomentazione sull'analogia con organi di altri soggetti pubblici o privati».

Poi l'analisi del comma 8 dell'articolo 15 dello statuto nazionale: quello a cui ha fatto riferimento Cabras nella sua lettera di dimissioni. La commissione ricorda le tre fattispecie previste dal regolamento. Quella lettera «non contiene alcun elemento che possa ricondurla all'ipotesi di dimissioni fondate sulla propria inconciliabilità con l'assemblea». In più sono gli stessi delegati - risulta dai verbali del 19 e poi del 28 luglio - a decidere « di voler procedere all'elezione di un nuovo segretario e non di determinare lo scioglimento anticipato dell'assemblea stessa».

Altro che segretario “in prorogatio”. Per richiedere la maggioranza qualificata Cabras avrebbe dovuto esplicitare il proprio conflitto con l'assemblea. Mai fatto, anzi, quindi serviva la maggioranza semplice. Quella dei votanti presenti: «Ciò trova conferma nello stesso comma 8, dove si è invece voluta disciplinare in modo specifico la già richiamata ipotesi di conflitto fra segretario e assemblea, prevedendo solo per tale caso la necessità di un quorum deliberativo più elevato, proprio in correlazione con l'esistenza di un conflitto radicale fra due organi eletti direttamente». Ninete da fare, quindi: «Alla luce di quanto sopra, deve pertanto ritenersi che nel caso di specie fosse sufficiente la maggioranza semplice e che possa considerarsi valida l'elezione del segretario Francesca Barracciu, avvenuta con 64 voti a favore su 72 votanti». Si volta pagina. Forse.

 

Barracciu, il giudice chiede gli atti al Pd. Rinvio al 16 settembre (da Altravoce.net)

Arriverà prima il verdetto da Roma

Il Giudice Giovanni La Rocca, con ordinanza depositata venerdì 22 agosto 2008, ha chiesto, al Pd la consegna entro dieci giorni degli atti relativi all'assemblea di Tramatza, culminata con l'elezione di Francesca Barracciu al posto del dimissionario Antonello Cabras.

Il Giudice ha accolto le richiste del difensore della Barracciu, avv. Giuseppe Macciotta, appoggiate dal Pm Guido Pani, per consentire la piena valutazione dell'intricata vicenda. Ora è tutto è rinviato al 16 settembre. Ma a quel punto, la vicenda potrebbe essere stata già sbloccata.

 Il 27 agosto la querelle sarà esaminata e forse risolta dalla commissione nazionale di garanzia del Pd, presieduta da Luigi Berlinguer. Se convalidasse l'elezione di Francesca Barracciu, i ricorrenti potrebbero insistere in Tribunale solo sfidando il partito. Se invece le loro contestazioni venissero ritenute fondate, sarebbe invalidata l'elezione della Barracciu.

Per ora, il partito a Roma la considera segretaria a ogni effetto, benché doppiamente sub-judice. Entro pochi giorni potrebbe legittimarla definitivamente o promuovere una svolta con commissariamento del Pd sardo e nuove primarie.

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Angelo Aquilino, venerdý 29 agosto 2008
La dottoressa Francesca Barracciu, sindaco di Sorgono e consigliere della regione Sardegna, ha passato indenne l?esame della commissione nazionale di garanzia del Pd, è stata confermata segretaria del partito in Sardegna ed è stata invitata dalla medesima commissione (presieduta dal professor Luigi Berlinguer) a farsi rieleggere dalla maggioranza dei delegati del partito. Molti di quelli che si riconoscono nel Pd, qui in Sardegna e tra questi anche il sottoscritto, sono sicuri che riuscirà a farlo senza difficoltà. Questa certezza affonda le radici sul fatto che siamo stufi di questi politicanti che pur di averla vinta sul piano personale non esitano a distruggere il partito. È evidente che il contrasto verso la molto gradevole dottoressa Francesca sia solo un pretesto (in artiglieria si dice un falso scopo) per muovere l?attacco verso il dottor Soru ed escluderlo dalla candidatura alla presidenza della regione alle elezioni del 2009. Alcuni osservano che anche con Soru il Pd forse perderà le prossime elezioni regionali. Io sono certo però che senza Sorule straperderà sicuramente.Nessuno di questi oppositori di Soru e di Barracciu (interni al pd) potrebbe fare di meglio. Molti sospettano (ed io sono tra questi) che i vari Cabras, Milia eccetera stiano progettando il passaggio al nemico ,finora si sono dati da fare a fare opera di fiancheggiamento distruggendo il partito. Oltre che al segretario- sindaco Francesca, adesso tocca anche a Veltroni. Ignorato e vilipeso da costoro, cosa aspetta il segretarionazionale a cacciarli dal partito? Li deferisca ai probiviri in tutta fretta!