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Exit strategy.Ovvero:come Ŕ difficile andarsene, da senatore, dal Consiglio Regionale della Sardegna
Limitare i danni di una vecchia procedura da cambiare, aspettando la Statutaria

Eletto il 14 aprile 2008, ho deciso di fare il parlamentare nazionale. Il 18 aprile 2008 (io ricevo l’atto qualche giorno dopo), la Corte d’Appello di Cagliari proclama la mia elezione a senatore della Repubblica. Il giorno precedente la prima seduta del Senato, il 28 aprile, nella cosiddetta procedura di “accoglienza”, segnalo per iscritto che verso nella condizione di incompatibilità prevista dall’articolo 17 dello Statuto speciale sardo: non posso fare contemporaneamente il parlamentare nazionale ed il consigliere regionale della Sardegna.

Subito dopo la seconda seduta del Senato, il 7 maggio 2008, ho scritto alla Giunta delle Elezioni e delle Immunità del Senato (in realtà ai suoi servizi, in quanto essa si costituirà il 22 maggio successivo) perché provvedesse a dichiarare il mio stato di senatore e dunque l’incompatibilità sancita dallo Statuto Speciale della Sardegna, articolo 17. E’ quanto mi chiedono di fare gli Uffici del Consiglio Regionale, in ossequio alla prassi sino ad oggi seguita. Solo il giorno dopo scadono i termini per presentare eventuali ricorsi in Senato contro la mia elezione.

Vengo assegnato dal Presidente del Senato alla Giunta delle Elezioni, eletto nel suo Ufficio di Presidenza e ne approfitto per porre la questione: si può anticipare la declaratoria di incompatibilità, o quanto meno una dichiarazione formale di elezione/appartenenza al Senato da cui il Consiglio Regionale sardo deduca l’incompatibilità e dichiari la mia decadenza dal Consiglio ?
Risposta del Senato: no, gli atti della Giunta saranno molto rapidi, ma seguiranno la sequenza prevista dal Regolamento, bisogna attendere la costituzione di uno speciale Comitato per la verifica delle cariche incompatibili. Per tale atto la Giunta si convocherà il 4 giugno. Ma se riuscissi a dimostrare in Consiglio Regionale che sono davvero Senatore e davvero voglio svolgere questo ruolo, e non quello di consigliere, lasciando l’Assemblea sarda ? Ci provo.

Il 2 giugno 2008 scrivo al Presidente del Consiglio regionale. Provo a modificare la prassi, dimostrando con il deposito dell’atto di proclamazione, che non è agli atti del Consiglio Regionale, la prova della mia elezione, formalizzo l’opzione e chiedo che si convochi il Consiglio per la presa d’atto. Scrivo anche alla Giunta del Senato, facendo capire che forse ce la facciamo anche prima di una formale e per me tardiva messa in mora.

Il Presidente del Consiglio Regionale, con una lettera del 9 giugno 2008 mi rassicura che il Consiglio regionale ha attivato il procedimento per la dichiarazione di incompatibilità e che la questione verrà esaminata “nelle prossime sedute”.
Il 10 giugno, visti i tempi lunghi, ho inviato una nota al Servizio Assemblea dove chiedo che, avendo io optato per la carica parlamentare, si proceda alla sospensione del pagamento della indennità di consigliere regionale e di qualsiasi altro emolumento. A voce mi dicono che non sarà possibile. Ma pongo egualmente la questione e mi metto a scrivere una proposta di legge che preveda esplicitamente la sospensione dell’indennità e ogni voce accessoria per i consiglieri che si trovino nella mia kafkiana situazione di optante trattenuto suo malgrado in Consiglio.

La norma si applicherà – ove approvata -  anche retroattivamente ai consiglieri che consentissero alla restituzione delle somme che gli venissero chieste indietro per il periodo di doppio incarico successivamente all’insediamento dell’organo in cui si sceglie di esercitare il proprio mandato. Ovviamente il cumulo delle indennità è l'effetto più brutto delle vecchie procedure che ho descritto. Tempi e modi cambieranno se e quando verrà promulgata la Legge Statutaria della Sardegna.

Da venerdì 13 giugno prossimo, comunque vada, lasciando in Consiglio questa ed altre proposte, mi asterrò da qualsiasi attività di consigliere regionale, come chiede di fare il regolamento del Senato. Non credevo, però, che lasciare questa bella e onorevole esperienza sarebbe stato così complicato.

Francesco Sanna

( I documenti richiamati da Francesco Sanna sono allegati in file)


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documenti
La nota al Consiglio regionale di sospensione dell'indennit formato: .doc 29 KB preleva »
In attesa della formalizzazione da parte del Consiglio dello Status di incompatibilità tra la carica parlamentare (quella per la quale ha fatto l'opzione Francesco Sanna) e quella di consigliere regionale, Francesco Sanna scrive al Segretario Generale perchè provveda a sospendere l'erogazione di qualsiasi emolumento nei suoi confronti.
Lettera al senatore Follini presidente della Giunta per le elezioni formato: .doc 28 KB preleva »
Francesco Sanna informa il presidente Follini sull'iter della pratica sull'incompatibilità.
Lettera al presidente del Consiglio regionale G. Spissu su acclarata incompatibilit formato: .doc 26 KB preleva »
Francesco Sanna richiede la convocazione del Consiglio regionale per la presa d'atto della situazione d'incompatibilità.
La proposta di legge sulla sospensione e restituzione della "doppia indennit formato: .doc 42 KB preleva »
La proposta di legge depositata quale ultimo atto della consiliatura il 13 giugno 2008.


 
francesco porcu, giovedý 12 giugno 2008
Caro Senatore,anzi,carissimo "nostro" Senatore: non ti smentisci mai.....
ancora una volta sei partito dalle cose ovvie,che per la "casta" tanto ovvie non sono.
Ci rincuora saperti sempre lo stesso e questa prima tua proposta ci dimostra che "si pu? fare..." basta volerlo.
Non credo che troverai tanti sostenitori per le tue civilissime proposte di tagli agli abusi come quello del doppio mandato con doppia remunerazione per i tempi "biblici" che la burocrazia della politica prevede,sicuramente non completamente in buona fede.
Se la maggioranza dei colleghi avesse voluto vi avrebbe gi? posto rimedio.
Il risparmio non ? sicuramente di quelli che possono incidere su un DPEF ma ? il significato civico che ? importante.
Vai avanti e fai che anche gli altri amici del PD riscrivano la norma,vedremo se la "maggioranza" vorr? seguire ma ci interessa sopratutto che noi ci distinguiamo,cos? come tu stai facendo.
Buon lavoro Senat?!!
francesco
Pietro Orecchioni, sabato 14 giugno 2008
La serietà e l'onestà intelletuale e morale non sono cose scontate negli uomini e donne che si occupano della cosa pubblica. Crediamo che il nostro senatore non solo a parole ma soprattutto nei fatti sta rispondendo alla nostra delega e al suo mandato.Un caro saluto dal capo di sopra, Pietro