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Cesare Damiano ad Iglesias: ?Bisogna vincere, ? in gioco il destino dell'Italia?
Francesco Sanna: ?Votare Pd per cambiare ci? che non funziona nel Paese?

 «Oggi il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto sulla sicurezza sul lavoro. Credo che nessuna notizia, in questi giorni in Sardegna, possa essere migliore».

L’annuncio del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, è accolto con un applauso liberatorio dal “popolo” democratico del Sulcis. Sono trascorse poco più di ventiquattro ore dall’incidente nel polo industriale di Portovesme che è costato la vita ad un operaio. Nell’Isola è stata la terza “morte bianca” in tre giorni e la gente, anche qui nel Sulcis, attende risposte dalla politica. Damiano arriva ad Iglesias per chiudere la campagna elettorale del Pd in un momento difficile. Prima di parlare alla gente, va in municipio dove incontra i sindacati (guarda il video). Sul tappeto le emergenze di un territorio in crisi: la disoccupazione, i costi dell’energia, la difficoltà ad attrarre investimenti.

Poi a tarda sera, visto che la pioggia non dà tregua e rende impossibile il comizio in piazza, il ministro prende la parola nella sede cittadina del Pd. Lo introduce il candidato al Senato, Francesco Sanna, ricordando «che siamo arrivati all’ultimo miglio e siamo in forte e progressivo recupero. Gli indecisi sono ancora tanti, c’è chi non vuole andare a votare per protesta. Ecco, in queste ultime 72 ore, cerchiamo di far capire a questi cittadini che in un Paese che non funziona la vera protesta è il voto al Partito democratico».

Dalle parole di Sanna, Cesare Damiano prende spunto per ricordare come «la scelta coraggiosa di presentarsi da soli sta pagando. Ovunque sono stato in questa campagna elettorale ho avvertito l’apprezzamento dei cittadini per una scelta politica chiara come quella fatta dal Partito democratico».

La politica dell’aggressione non è premiante. «In questi due mesi dal Pd è arrivato al Paese un messaggio di civiltà, di pacatezza» sottolinea Damiano. «Abbiamo parlato di programmi, delle scelte da compiere e di quelle gia fatte nei venti mesi di governo, come il protocollo sullo stato sociale che, adesso, è legge delle Stato. Abbiamo parlato di retribuzioni e di sicurezza sul lavoro, di precarietà e di strumenti che servano a favorire la crescita del Paese». La strada indicata dal Pd, ha spiegato ancora Damiano, è quella della «valorizzazione delle risorse umane e della modernizzazione del settore produttivo».

I differenti argomenti e atteggiamenti avuti in campagna elettorale dal Pd rispetto al PdL segnano un discrimine netto tra chi ha a cuore l’Italia e chi pensa solo a raggiungere il potere. «In questi giorni Veltroni ha più volte chiesto a Berlusconi di pronunciarsi sul tema dell’unità nazionale. Ma non è arrivata alcuna risposta perché il PdL deve fare i conti con la Lega. Da quella parte, anzi, sono arrivati solo gli attacchi verso il Quirinale» ha aggiunto Damiano ricordando che invece la politica è etica della responsabilità.

«Avremo un gruppo parlamentare unico, il Pd sarà il primo partito in grado di governare da solo: una grande responsabilità ma anche una sfida avvincente» ha concluso il ministro Damiano. Ma prima bisogna vincere le elezioni: mettiamocela tutta perché è in gioco il destino del nostro Paese».

 

 


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