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Veltroni a Portovesme: ?Votare Pd significa dar fiducia a chi ha energia e passione per cambiare l'Italia?
Servono scelte innovative per il Paese. Francesco Sanna: ?La Sardegna ? un modello nella riduzione dei costi della politica?

 «La sfida elettorale si concentra su due grandi forze e non sui partiti minori. Dare il voto al Pd significa darlo a chi ha energia, voglia e passione per cambiare l’Italia». Si è chiuso con un accorato appello al voto utile l’intervento di Walter Veltroni, candidato premier democratico, a Portovesme. La novantatreesima tappa del viaggio per l’Italia (guarda il video della tappa di Cagliari) del leader del Pd sceglie come teatro la sala conferenze dell’Alcoa, nel cuore del principale polo industriale della Sardegna. Industria e lavoro sono i temi più scottanti in un territorio dove il tasso di disoccupazione resta costantemente attorno al di sopra del 30% e l’emigrazione giovanile ha ritmi uguali o superiori a quelli degli anni Cinquanta. E dai temi dell’industria e del lavoro è partito l’intervento di Veltroni. «La Sardegna, come altre aree del mezzogiorno, deve conoscere una fase di ripresa e di sviluppo che non può prescindere dalle fabbriche» ha detto Veltroni. «La sfida del Pd è ricompattare due parti di Italia che viaggiano a velocità diverse, il nord e il sud, e che tendono ad allontanarsi ogni giorno di più». Per riuscire nell’impresa occorre valorizzare il lavoro partendo da quella che Veltroni ha definito «una precondizione essenziale: la sicurezza, che va perseguita attraverso un monitoraggio continuo e rafforzata con misure legislative come il decreto Damiano. In Italia muoiono 1400 persone all’anno sul posto di lavoro, è una cosa inaccettabile sulla quale bisogna intervenire subito».

Ma non basta: per rilanciare il Paese serve anche un «patto tra imprenditori e lavoratori perché bisogna ricominciare a creare ricchezza e affrontare subito la questione dei salari, attaccati dall’inflazione». La ricetta di Veltroni è quella di attingere all’extragettito fiscale. «Ci sono 4 miliardi di euro che possono essere usati per sollevare gli stipendi e rimettere in moto i consumi. Va sostenuta la contrattazione di secondo livello che asseconda la crescita dei salari» ha spiegato il leader democratico. La recessione è dietro l’angolo e servono interventi straordinari. «Se non crescono gli stipendi, la gente non è messa nelle condizioni di acquistare e la produzione cala. È un circolo vizioso che va evitato in ogni modo» ha aggiunto Veltroni, ipotizzando anche il ricorso ad un buono a favore di «oltre 3 milioni d famiglie con un reddito inferiore ai 18.000 euro».

Dopo aver spostato la sua attenzione sulla necessità di tagliare la spesa pubblica di un punto all’anno, «tagliando gli sprechi», Veltroni ha parlato dell’esigenza, molto sentita nel polo industriale del Sulcis Iglesiente, di affrontare il caro energia. «Bisogna discutere con Bruxelles, facendo capire all’Unione europea che qui esistono fattori di compatibilità che vanno salvaguardati» ha spiegato, auspicando poi il superamento di «un ambientalismo ideologico che va sostituito con l’ambientalismo del fare. Preferire le discariche ai processi che trasformano i rifiuti in energia, vedere la scienza come il nemico, è puro autolesionismo. Dobbiamo fare della Sardegna una laboratorio di energia pulita ma essere consapevoli che certe lavorazioni industriali, grazie alla scienza, possono essere fatte senza danneggiare l’ambiente». Il leader del Pd ha messo in guardia contro la «piccola politica nemica del fare», sollecita nel creare «allarmismi e sensazionalismi assecondati dai giornali». Ci vuole invece la cultura del fare, quella che «ha creato Polaris», quella che punta sul dinamismo, le imprese, le infrastrutture.

«Il Paese va liberato perché riprenda a correre» ha detto ancora Veltroni. «Anche se c’è chi critica questa mia affermazione lo ripeto ancora una volta: impresa e lavoro vanno insieme, l’imprenditore non può essere visto come il padrone: è un modo di pensare dell’Ottocento».

Veltroni ha sottolineato l’apparente stranezza di questa campagna elettorale dove «il leader della destra dice che governare sarà come portare una croce. Invece per me governare sarà il massimo degli onori che un uomo politico può ricevere perché lavorare per il proprio Paese, se si pone il Pese al di sopra di ogni altro interesse, è una cosa meravigliosa». Il Pdl ha una leadership «stanca, affidata a un uomo che si candida per la quinta volta in quattordici anni e che ha già avuto modo di dimostrare agli italiani, per ben sei anni, come governa e con quali risultati».

Veltroni ha chiuso il suo intervento ribadendo le ragioni della scelta del Pd di presentarsi da solo alle elezioni. «Non ci può essere riformismo se c’è frammentazione nella compagine di governo, se si va da Dini e Mastella a Caruso. Abbiamo fatto una scelta netta e coraggiosa mentre dall’altra parte hanno rotto col centro moderato, spostando il loro asse molto più a destra» ha detto.«Se vinceremo noi avremo un solo gruppo parlamentare, quello del Pd. Se vinceremo noi avremo un governo che guarda all’Europa. E mentre per i nostri avversari la vittoria è il fine, per noi è il mezzo con il quale governare il Paese, assumendoci la responsabilità di cambiarlo e farlo diventare più moderno».

Le parole del leader del Pd sono state riprese dal candidato al Senato Francesco Sanna. «Il PdL non ha la capacità di raccontare al Paese un futuro credibile perché ha esaurito ogni carica di novità». Berlusconi ha necessità di sollevare i toni per farsi sentire. «Urla forte il suo pensiero debole. Noi abbiamo scelto di fare una campagna elettorale tra la gente e che ha ben poco di mediatico. Dall’altra parte sentiamo la riproposizione di cose già dette e, del resto, in nessun Paese occidentale, se non in Italia, si dà il caso di un leader che si candida alla guida del Governo per cinque volte consecutive. Farlo significa non avere quella capacità di rinnovamento della quale invece l’Italia ha assoluto bisogno».

Sanna è tornato anche sul concetto di ambientalismo ideologico citato da Veltroni. «Quante volte i no hanno pregiudicato la fatica e il lavoro spesi per costruire qualcosa. Il Governo si impegnava sul carbone pulito, sulle innovazioni tecnologiche, sulle politiche energetiche ma c'era sempre chi remava contro. Invece esiste la possibilità di potenziare l'industria e di salvaguardare l'ambiente a patto che si superino schemi ormai vecchi e, appunto, molto ideologici». Infine, sui costi della politica, Francesco Sanna ha sottolineato come «in Sardegna la maggioranza in consiglio regionale sta già attuando una politica di riduzione delle spese, eliminando le comunità montane, abolendo gli enti inutili e riformando quelli utili». Sanna ha anche auspicato una totale trasparenza sulle modalità di spesa per l'attività politica. «Ogni parlamentare, ogni consigliere regionale dovrebbe stilare e rendere pubblico un rendiconto trimestrale di spesa per far capire ai cittadini come utilizza il denaro di cui dispone. Si tratta di una prassi che personalmente ho iniziato da tempo. Sul mio sito www.francescosanna.com pubblico regolarmente questo tipo di informazioni».

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