Illustrazione dell'Interpellanza al Governo sulla convenzione Tirrenia, 7 giugno 2012
Francesco Sanna nell'Aula del Senato illustra i contenuti dell'interpellanza presentata il 26 maggio 2011 ( sotto la risposta del sottosegretario )

Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 740 del 07/06/2012
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del vice presidente NANIA
.......
PRESIDENTE. Segue l'interpellanza 2-00361 sulle convenzioni con la società Tirrenia per il servizio
di trasporto marittimo. Ha facoltà di parlare il senatore Sanna per illustrare l'interpellanza.
SANNA (PD). (VIDEO) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, l'interpellanza sottoscritta dai senatori del Partito Democratico eletti in Sardegna e da tutti i senatori del medesimo partito componenti della Commissione lavori pubblici, comunicazioni e trasporti denuncia una certa vetustà, risalendo infatti a circa un anno fa. E, dunque, gli elementi di conoscenza sollecitati al Governo risultano in parte attuali e in parte da aggiornare, in seguito alla vicenda della privatizzazione della società Tirrenia.
Ascolteremo con piacere dal Governo le ultime notizie sullo svolgimento di questa procedura di vendita, che per gli interpellanti però non ha solo una valenza privatistica, rappresentando anche una parte importante delle politiche dei trasporti di rilevanza pubblica, settoriale e marittima del nostro Paese. Siamo infatti di fronte ad una flotta pubblica ancora consistente e di rilevanza primaria nei traffici del Mediterraneo, dal Nord italiano al Sud del Mediterraneo, con i collegamenti - ad esempio - tra Liguria e Sardegna, tra il continente e la Sicilia.
Al di là delle compagnie regionali, già trasferite al patrimonio delle Regioni e quindi, successivamente, in fase di privatizzazione, si è verificata la seguente situazione: una procedura di vendita, che doveva durare 6-7 mesi, si trascina dal 2009 (siamo nel 2012), confondendo la funzione del tutto temporanea della struttura del commissario straordinario - Tirrenia è stata posta in amministrazione straordinaria, con quella che dovrebbe essere una forte guida industriale e armatoriale di un complesso che vede ancora circa 1.500 dipendenti e un numero di navi di assoluto rilievo, anche se sempre più obsolete.
Da un altro punto di vista, Tirrenia è anche il sistema che nel nostro Paese garantisce la continuità territoriale e marittima con le isole più importanti, sia per le persone sia per le merci. Certo, viaggiare per mare oggi è fuori moda. Vi sono costi sempre più rilevanti per il sistema armatoriale, e dunque per i passeggeri, lo sappiamo. Lo sviluppo dei voli, soprattutto di quelli low cost, ha fatto esplodere i numeri ell'utilizzo di un sistema alternativo, quello aereo. Tuttavia, vi è un tema che riguarda lo spostamento delle merci di importanti settori produttivi e nicchie del turismo, penso per esempio a quello familiare, che se nei mesi nelle vacanze estive non dispone di un sistema affidabile ed economico per raggiungere le zone a maggior vocazione turistica - delle quali fa parte la Sardegna - semplicemente sceglie di andare altrove, magari fuori dal nostro Paese.La definizione conclusiva di questa procedura di gara, quindi, è fondamentale per poter ricominciare a parlare di una strategia del nostro Paese nell'ambito del trasporto delle persone e delle merci con le zone più distanti dal territorio continentale italiano.
Si tratta anche di un affare importante per le finanze del Paese, perché con le disposizioni del 2009 questo Parlamento, su suggerimento del Governo di allora, ha messo a bilancio 582 milioni di euro
per i prossimi otto anni per finanziare la continuità territoriale marittima, cioè lo svolgimento e l'esercizio di rotte onerate di servizio pubblico affidate alla Tirrenia.
L'interpellanza chiede se tutto questo sistema funzioni, nell'ambito delle regole comunitarie. Mi consenta, però, signor sottosegretario Improta, di integrarla con un'altra domanda, dal momento che oggi siamo a due anni dall'inizio delle procedure di gara. Come Governo italiano e come Parlamento, abbiamo il dovere di far fruttare ciascuno dei 72,6 milioni di euro che il bilancio dello Stato mette a disposizione per garantire la continuità marittima mediante Tirrenia. Abbiamo quindi bisogno di risolvere nel più breve tempo possibile il tema dell'amministrazione straordinaria, che non può fare investimenti sulla flotta, la quale - come ho detto - è molto vecchia. Vi è inoltre una gestione del tutto ordinaria anche rispetto alla questione delle strategie imprenditoriali di competizione con il sistema privato armatoriale. L'amministrazione straordinaria soprattutto non può fare investimenti su una strategia di marketing che connetta l'attività del trasporto marittimo con il turismo, l'industria, la produzione manifatturiera, la distribuzione e la circolazione delle merci.
Questo è non solo importante, ma fondamentale per il rilancio del sistema economico della Sardegna e del dialogo continuo dei sistemi economici di questo pezzo d'Italia con il resto del sistema continentale italiano ed europeo.
È quindi importante capire come andrà a finire la privatizzazione della Tirrenia, alla luce di quanto implicitamente ed esplicitamente l'interpellanza contesta, ossia il fatto che purtroppo la procedura di gara sia stata fatta sulla base di un sistema di convenzioni di servizio stabilito dal Governo di allora (e il contenuto del servizio pubblico onerato graverà quindi sull'operatore privato che comprerà la flotta Tirrenia). A giudizio degli interpellanti, si tratta della ripetizione stanca e strascicata delle convenzioni di servizio in vigore nei vent'anni precedenti.
Nel frattempo, però, è cambiato di tutto, dalla modalità di spostamento delle persone e delle merci alla geopolitica del Mediterraneo, dalla tecnologia delle navi ai flussi turistici, insomma, è cambiato il mondo. L'unica cosa che non cambia sono le convenzioni di servizio di Tirrenia: quasi uguali a quelle
stabilite alla fine degli anni Ottanta.
Per questo motivo noi ci chiediamo se non sia il caso, per il protrarsi della gara (e questa è la domanda integrativa, sottosegretario Improta), di ragionare, comunque si concluda la vendita (sarà lei che poi dovrà informarci dell'esito), su una revisione delle concessioni di servizi o trovando con i partner privati acquirenti di Tirrenia l'idea giusta per procedere al rinnovamento della flotta, per viaggiare a nuove velocità, per prevedere nuove tratte. Forse, sarà il caso di lasciarne alcune e di inserirne altre più consone al nuovo sistema dei trasporti e alle richieste degli operatori, soprattutto quelli turistici, commerciali e dell'impresa manifatturiera che nel continente italiano e in Sardegna chiedono un servizio fortemente rinnovato.
Quanto poi al tema del massimo rendimento dell'investimento che lo Stato italiano fa con i 72,5 milioni di euro stanziati per i prossimi otto anni per la privatizzazione della flotta e sulla continuità territoriale, a questo punto ci serve capire se si sta facendo veramente tutto il possibile per avere un servizio che, proprio in forza del contributo pubblico, non solo garantisca la continuità territoriale, ma al prezzo più basso e con la migliore qualità possibile.
Se dovessi rifarmi al dibattito che si è svolto nei giorni scorsi sul decreto che proprio oggi il Senato ha convertito in legge, bisognerebbe realizzare una spending review del sistema di finanziamento della continuità territoriale partendo da un'idea di bilancio a base zero. Ogni euro messo nella continuità territoriale deve essere produttivo e impiegato in considerazione di un obiettivo specifico di tipo industriale e sociale.
Infine, il tema dell'abbattimento dei costi. Quest'anno probabilmente la stagione turistica sarà compromessa. La Regione si è messa in testa di fare l'armatore in competizione con un armatore finanziato dal bilancio dello Stato, introducendo aiuti all'esercizio dissimulati, che forse un domani verranno registrati come abusivi (spero che non sia così, ma ho l'impressione che ciò accadrà). Tuttavia non possiamo sfuggire, né a Cagliari, né a Roma, dal tema che ho detto prima: se non si riesce ad abbattere i costi del trasporto marittimo soprattutto nei mesi importanti della stagione turistica uno dei pezzi migliori di questa nostra bella Italia vocata al turismo viene completamente tagliato fuori dai flussi più importanti del Mediterraneo.
Per questo motivo, oltre che alle domande contenute nell'interpellanza presentata ormai da parecchi mesi, vorrei fosse data una risposta a questo tema. Vorrei cioè vi fosse una disponibilità del Governo a lavorare nuovamente sulle convenzioni di servizio anche con il nuovo acquirente privato (spero che ci sia presto) affinché l'obiettivo economico venga raggiunto con modalità del tutto diverse rispetto all'attuale servizio che Tirrenia, in amministrazione straordinaria, evidentemente non riesce a rendere appieno.
La risposta del Sottosegretario Improta (VIDEO)
La replica di Francesco Sanna (VIDEO)